Blog personale in cui parliamo di arte globale e ne divulghiamo gli esempi più belli

Del come nacque l’Arte Globale

Del come nacque l’Arte Globale

Le emozioni si accavallano senza sosta nei pensieri. E’ gia ricordo lontanissimo quello che diede vita alla setta degli Artisti Globali. Tempi lontanissimi,quando una masturbazione innocua e serena accompagnava le nostre sconsolate serate. E poi gli incontri in quel colle alla sommità del nostro paese dove furtivamente dialogavamo in lingua codice citando i titoli delle canzoni dei Cccp.

Erano tempi bui. E tutto ruotò intorno alle tetre figure filosofiche del Perazza,del Maestro e del sottoscritto.Poi dopo la carestia filosofica venne il tempo dell’adunanza e complice un fantomatico corso di cinematografia,venimmo al dunque. La magnificenza del Perazza e la filosofia del Maestro segnò il passo decisivo alla globalità. Decidemmo di girare dei medio-metraggi allo scopo di studiare il senso cinematografico della fissità.

E fù quella la molla dell’AG. Difatti possiamo dire con assoluta certezza che la base del fondamento dell’AG si basa appunto sul concetto di non-azione dove la cosa che accade è pura percezione casuale e non voluta. Ecco il motivo che ci spinge a studiare la figura di Oscar Luigi Scalfaro,paladino della nullafacenza. In secundis sposare le cause perse;ed ecco quindi comparire la figura di Maddalena Corvaglia,per l’appunto velina ma in seconda battuta. Nella letteratura è il Maestro colui che sviluppa uno status quo vero e proprio,ribattezzando alcuni vecchi concetti della retorica Pirandelliana, passando per il Pascoli, il Foscolo sino a giungere alle miraboli invenzioni della narrativa del Bergonzoni.

Per certi versi è egli stesso  Bergonzoniano adottivo capace di idolatrare le forme più astruse della venerabilissima lingua italiana. Ma l’AG sa spaziare anche in campi che non sono familiari all’arte: così è bello perdersi nella incosciente retorica dell’etilismo, lasciarsi cullare in balia della regione Abruzzese,comporre musica (con i Varechina Loredana) o meglio ancora essere artisti globali veri e quindi non artisti; è l’esempio di Mario Vespasiani pittore non concettuale lasciatosi per così dire,soggiogare,dalla morale globale.

E’ quindi il caso di ricondurre il discorso al vero concetto di Arte Globale.

Arte Globale come concetto di espressione individuale.

Arte Globale come concetto di non-arte, ma di sola espressione.

Arte Globale come concetto di globalità totale.

Ed infine come somma massima del pensiero globale, Arte Globale come il Perazza che ancora non ha deciso cosa farà da grande.

Manifesto del Pensiero Globale

1-Noi vogliamo cantare l’amore per l’immobilismo forse pure l’attendismo.

2-Il silenzio,la scorreggia,il pantano saranno elementi essenziali della nostra poesia.

3-La letteratura esaltò fino ad oggi la sessualità penosa, la necrosi ed il pattume. Noi vogliamo esaltare il movimento sonnolento ,il quieto vivere, il mendicante, l’agriturismo a prezzo fisso.

4-Noi affermiamo che la meraviglia del mondo si è riempita di una bellezza nuova: la bellezza del Perazza.

5-Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene per la destra ma anche per la sinistra e sopratutto se ha le idee confuse.

6-Bisogna che il poeta faccia del tutto per trattenere il proprio acido lisergico, un pò come fanno le melanzane con il sale.

7-Non vi è più bellezza, solo bruttezza. Nessuna donna bella è la migliore a letto. E’ la fame che fà la differenza.

8-Noi siamo come le Pietre Rotolanti,come Davide Bove, come Mariolino Masone ed Ozio Sbronzo.

9-Noi vogliamo glorificare il cotton-fioc come arma passiva dell’igiene.

10-Noi vogliamo distruggere i corsi di cucina e di cucito. Ma è possibile che a casa non vi hanno insegnato nulla?

11-Noi canteremo con voce afona “Siamo fieri dell’Arte Globale”, che differenza delle altre cose non fà male. Towanda,towanda,towanda!